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Sito di informazione turistica

Dal centro storico alla Riserva Naturale "Oasi del Simeto"

 

Tipologia

City bike/Country bike/Mountain bike

Lunghezza a/r

33,4 Km

Dislivello

Nullo

Durata

4-5 ore a/r escluse soste e visita alla Riserva

Difficoltà tecnica

Bassa, itinerario per tutti

Note

Dal momento che il tracciato si sviluppa in ambito urbano e per brevi tratti segue anche la trafficata SS114, percorsa anche da mezzi pesanti, riteniamo indispensabile consigliare l’uso del casco. Camera d’aria di scorta, guanti, occhiali da sole ed un’opportuna riserva d’acqua completano l’equipaggiamento del ciclo escursionista consapevole.

Il presente itinerario costituisce la più classica delle vie di accesso in bicicletta al nuovo Centro Polifunzionale di Torre Allegra. E’ un percorso interamente su asfalto, quindi adatto anche alle bici da strada, ma se si desidera pedalare anche sui sabbiosi sterrati della Riserva (ove ciò sia consentito, come sul lungo argine) allora sarà necessaria una MTB. Si parte dal parcheggio scambiatore in prossimità di Villa Pacini, poco distante da Piazza Duomo e ci si dirige verso il Faro Biscari.

Superato un distributore sulla sinistra si procede come per immettersi nella tangenziale, ma si svolta immediatamente a destra in direzione del mercato ortofrutticolo lungo la via S.Giuseppe La Rena. Si segue il rettifilo e si giunge in pochi minuti ad una rotonda con al centro un vecchio aeroplano. Si prosegue dritto e si svolta obbligatoriamente a sinistra, costeggiando l’aeroporto. Dopo due svolte a destra, successivamente all’incrocio con la sp. 53, Via S.Giuseppe La Rena diventa il noto Stradale Primosole, che dopo l’ultima curva a destra, diventa un lunghissimo rettifilo. Giunti presso l’ingresso della Riserva, si deve rispettare la striscia continua e giungere fino alla rotonda dopo il ponte sul Simeto per ritrovarsi dallo stesso lato dell’ingresso al Centro Polifunzionale di Torreallegra, dove all’interno (in prossimità del Centro visite) sono stati recentemente costruiti degli stalli di parcheggio biciclette. Il ritorno avviene per la stessa strada dell’andata. 

Dal S. Leonardo al lago Gornalunga in Kayak

 

Tipologia

Kayak / sit on top

Lunghezza a/r

12,7 Km

Dislivello

nullo

Durata

3,5 ore escluse le soste e gli eventuali percorsi all’interno della Riserva Naturale Orientata.

Difficoltà tecnica

Bassa

Note

Tutte le attività sportive outdoor presentano margini di rischio. Prima di intraprendere un’attività assicurarsi di possedere le necessarie conoscenze tecniche, di essere in buone condizioni fisiche e di indossare gli opportuni dispositivi di protezione individuale.

Questo breve e facile percorso permette di osservare due fiumi del territorio catanese, il S. Leonardo, anticamente di maggiore portata e navigabile ed il Simeto e di pagaiare nel tratto di mare che li collega.

Dalla vecchia SS.114 subito prima del ponte sul S. Leonardo si prede la deviazione che porta alla stradina che costeggia l’argine sinistro del Fiume e poche centinaia di metri più avanti si trova un agevole punto di imbarco. Le placide acque del S. Leonardo invitano ad una tranquilla pagaiata qui disturbata però dalla vista di un vecchio scheletro di cemento di un palazzo abusivo a più piani. Garzette e aironi cinerini fanno spesso compagnia con il loro lento volo, oppure si nascondono al nostro passaggio tra i canneti delle rive. Superata la foce, ci si dirige verso Nord, in direzione della città di Catania seguendo la spiaggia sabbiosa.

Dopo circa 4 Km, superato il villaggio Delfino di Vaccarizzo, si nota sulla sinistra un’irregolarità della lingua sabbiosa che rappresenta lo sbocco a mare del lago Gornalunga. Trovandoci già all’interno della Riserva naturale Orientata dell’Oasi del Simeto (Zona A), è opportuno lasciare il kayak sul litorale ed esplorare le rive del lago, possibilmente con l’ausilio di un buon binocolo da birdwatching (8x40-10x50).

Il ritorno avviene per la stessa via dell’andata. 

La strada delle cicogne

 

Tipologia

Bici da strada / Country bike/ Mountain bike

Lunghezza a/r

36,4 Km

Dislivello

Non significativo (<5 m)

Durata

Circa 4 ore escluso il tempo di visita della Riserva e le eventuali soste

Difficoltà tecnica

Nessuna, prestare la massima attenzione ai mezzi pesanti

Note

L’itinerario descritto viene consigliato esclusivamente durante il periodo di nidificazione della cicogna bianca (Marzo- Giugno) e si raccomanda l’utilizzo del casco omologato. Consigliato un binocolo da birdwatchig.

Waypoints

Parcheggio centro comm. 1 - Tunnel 2 - Gruppo 3 nidi 3 - Gruppo 2 nidi 4 - Bivio SS385 5 Rotonda SS114 6 - Nuovo ingresso R.N.O. 7

Il percorso suggerito, sebbene si sviluppi nel cuore della zona industriale, offre la possibilità di osservare numerose nidificazioni di cicogna bianca (Ciconia ciconia) nel periodo compreso tra la fine dell’inverno fino a tarda primavera. Si parte dal parcheggio del centro commerciale “Porte di Catania” in direzione sud verso la zona industriale.

Attraversato un breve tunnel non illuminato dove è necessario prestare la massima attenzione alle auto ed ai mezzi pesanti, si prosegue lungo una larga strada asfaltata a doppia corsia dal fondo irregolare (sp 69i). Percorsi circa due chilometri si cominciano ad osservare su entrambi i lati della strada i grandi nidi pazientemente costruiti sui tralicci delle linee elettriche che vengono riutilizzati ogni anno.

Giunti in prossimità di un ingresso in tangenziale, la strada curva a destra ridiventando a corsia singola. Si supera quindi il ponte sul Simeto, dove troviamo un semaforo che regola un senso unico alternato, e dopo una curva a destra, in prossimità della Masseria Giordana si osservano altri due nidi. Si prosegue quindi sullo stradale Ponte Impero, dove poco prima dell’incontro con la ferrovia, in corrispondenza di un rudere, troviamo altri due nidi.

Per raggiungere il nuovo ingresso della R.N.O. (Centro polifunzionale di Torre Allegra), al bivio della SS 385 si gira a sinistra e in pochi Km si raggiunge la rotonda in prossimità del nuovo ponte sul Simeto. Ancora a sinistra sulla SS114 in direzione Catania e si incontra presto sulla destra il grande cancello di ingresso all’Oasi del Simeto.

 

Lungo l’argine in MTB

 

Tipologia

Mountain bike/ Cavallo

Lunghezza a/r

51 Km

Dislivello

modesto (circa 50 m) con una percorrenza media percoribile di 1,5%

Durata

5-6 ore a/r escluse soste e visita alla Riserva

Difficoltà tecnica

Bassa, ma in alcuni punti bisogna scendere e condurre la bici a mano perché l’argine è interrotto oppure ostruito dalla vegetazione

Note

Il percorso praticamente pianeggiante è un invito anche per i principianti e per chi non è particolarmente allenato, tuttavia è un tracciato relativamente lungo e in particolari condizioni (fango, vegetazione alta) il fondo può risultare insidioso. Caschetto omologato, guanti o mezzi guanti, pompa e una camera d’aria di scorta, fanno parte della dotazione minima indispensabile di ogni ciclo escursionista.

Una lunga e comoda pista sterrata che segue l’argine sinistro del Simeto permette di raggiungere la Riserva naturale e la foce del fiume. Il punto di partenza si trova in corrispondenza di un ponte sul fiume Simeto nel territorio del Comune di Motta S. Anastasia. Per raggiungerlo, si deve seguire una stradina inizialmente asfaltata in prossimità di una vecchia stazione ANAS. Al termine della stradina, oltrepassato bici alla mano un canale di scolo, si incontra il comodo sterrato che segue l’argine sinistro del fiume. Qui ci troviamo al di fuori dell’Area protetta (sia della R.N.O. che del S.I.C. e della Z.P.S. che coprono parte dell’asta fluviale antecedente alla foce). il paesaggio è costitituito dalla tipica vegetazione ripale dove

dominano la cannuccia di palude e le tamerici e dove non è difficile imbattersi nel lento volo di un airone cinerino o nelle larghe e circolari planate delle poiane. Ai lati del fiume, estesi e ben tenuti agrumeti caratterizzano il paesaggio antropico della zona.

E’ opportuno comunque non farsi distrarre troppo dalle bellezze naturalistiche perché la traccia sterrata occasionalmente si interrompe e bisogna scendere e condurre a mano la MTB. Nel periodo primaverile, il fondo può essere parzialmente occultato dall’alta vegetazione erbacea e risulta difficile vedere buche e irregolarità del terreno.

Senza forzare l’andatura, in circa 2,5 ore la pista sterrata ci condurrà fino alla foce del Simeto, all’interno della R.N.O.

Il ritorno avviene per la stessa strada dell’andata.

La Riserva vista dal mare

 

Tipologia

Kayak / Catamarano

Lunghezza a/r

Variante 1: 20, 6 Km (Porto/foce)
Variante 2: 19,4 Km (Agnone/foce)

Dislivello

nullo

Durata

Per i mezzi a vela il tempo di navigazione dipende ovviamente dall’intensità del vento.
Per il kayak il tempo stimato in assenza di forte vento o correnti è di circa 1,20/1,30 h

Difficoltà tecnica

In funzione del mezzo utilizzato, dell’esperienza personale e delle condizioni atmosferiche e del mare, è possibile riscontrare difficoltà tecniche

Note

Tutte le attività sportive outdoor presentano margini di rischio. Prima di intraprendere un’attività assicurarsi di possedere le necessarie conoscenze tecniche, di essere in buone condizioni fisiche e di indossare gli opportuni dispositivi di protezione individuale. Da regolamento, non è consentito l’ingresso di mezzi di navigazione all’interno dell’asta fluviale. Sono tollerate canoe e kayak.

Un approccio alternativo al territorio della R.N.O. “Oasi del Simeto” è rappresentato dai due bracci di mare che delimitano la Riserva sia a nord che a sud. In questa scheda vengono proposti due itinerari “marini” di ingresso all’area protetta con mezzi a impatto ambientale zero: il catamarano e il kayak.

Variante 1: la navigazione a vela (abbiamo effettuato la prova con un catamarano) comincia dal Porto di Catania in direzione sud costeggiando la costa sabbiosa della Playa ed i numerosi stabilimenti balneari che si alternano a tratti di spiaggia libera. Il punto di arrivo è evidenziato da un piccolo promontorio che abbraccia la riva sinistradella vecchia ansa del Simeto. In condizioni di vento favorevole, è sufficiente un’ora per raggiungere la foce. I tempi di andata e ritorno possono differire notevolmente

Variante 2: Più impegnativa fisicamente, ma più semplice da un punto di vista tecnico, l’alternativa alla navigazione a vela è rappresentata dal kayak.

Ci si può imbarcare in prossimità del parcheggio posto alla fine della strada che attraversa l’abitato di Agnone bagni, dove si lascia l’auto. Si pagaia in direzione nord, seguendo il litorale sabbioso e superando dopo pochi chilometri la foce del fiume S. Leonardo. Prima di giungere alla foce si incontra anche lo sbocco a mare del canale Benante, già all’interno della Riserva Naturale Orientata. Il piccolo promontorio che circonda la vecchia ansa del Simeto è il segnale che si è giunti a destinazione.